domenica 6 Aprile 2025

C'è una crepa in ogni cosa. E' da li' che entra la luce (Leonard Cohen)

BOLOGNA / Anno giudiziario, parla il governo e i magistrati lasciano l’aula

Esplode la protesta contro la riforma all’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto di Corte d’Appello di Bologna. Una protesta forte e compatta, messa in atto dai magistrati nel momento in cui, nella sala Virgo Fidelis di Palazzo Manara, sede della Legione carabinieri Emilia-Romagna, ha fatto il suo ingresso il rappresentante del ministero della Giustizia, Davide Galli. Uno dopo l’altro, velocemente, hanno lasciato la sala e sono usciti nel cortile: Pasquale Liccardo, presidente tribunale di Bologna, Elisabetta Melotti, procuratore capo Rimini, Gaetano Paci, procuratore capo Reggio Emilia, Grazia Pradella, procuratore capo Piacenza, Stefano Celli, sostituto procuratore tribunale Rimini componente comitato direttivo centrale Anm e molti altri magistrati, tutti con la coccardina tricolore, in segno di dissenso. È seguito un lungo applauso all’iniziativa. Sono rimasti fuori finché il rappresentante del governo non ha finito di parlare. I magistrati istituzionali che erano seduti al tavolo (e che quindi non hanno potuto lasciare l’aula) all’ingresso di Galli hanno messo la coccardina tricolore e hanno alzato la Costituzione, un modo per aderire comunque alla protesta dei colleghi.

La protesta è stata messa in atto contro la riforma costituzionale, in particolare per i temi della separazione delle carriere e del sorteggio, temi sottolineati poco prima anche dal rappresentante del Csm, consigliere Ernesto Carbone, nella sua relazione.

Identica protesta a Napoli, alla presenza del ministro della Giustizia Nordio, e in altre sedi giudiziarie italiane. “Questa riforma è una riforma che altera gli equilibri dello Stato, è una riforma non della giustizia, ma della magistratura e anche punitiva nei confronti della magistratura. Insistiamo – ha spiegato il presidente dell’Anm Emilia-Romagna, Eleonora Pirillo – dicendo che questo non cambierà di nulla il servizio che noi diamo ai cittadini, cioè il servizio non sarà migliorato: i processi civili e penali non dureranno un giorno in meno rispetto ad oggi e invece noi in questo momento avremmo bisogno di molto altro, avremmo bisogno di risorse umane e di mezzi di strumenti, abbiamo un processo penale telematico che diciamo è entrato in scena già monco. Perché non funziona”.

Identica protesta a Napoli, alla presenza del ministro della Giustizia Nordio, e in altre sedi giudiziarie italiane. A Milano i magistrati si sono radunati di fronte all’ingresso del tribunale di Milano con toghe, striscioni, coccarde e la Costituzione in mano. Poi insieme al presidente del tribunale Fabio Roia hanno abbandonato l’aula magna quando stava prendendo la parola la rappresentante del ministero della Giustizia, Monica Sarti. “La Costituzione è stata fatta per tutelare la dignità di tutte le persone”, ha detto l’ex Pm di Mani Pulite, Gherardo Colombo. Mentre il presidente del tribunale, Fabio Roia, ha rimarcato che “così avremo un pubblico ministero ancora più potente che non risponde a nessun potere dello Stato. Sembra un Idra con molte teste”.

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